Zara&co..vestire bene e spendere poco

Il sogno di chi come noi ama la moda e ama cambiare look, rinnovarlo, prendere spunto dalle passerelle ma che non può fare affidamento su uno stipendio da capogiro ha un’alternativa..anzi molte di più. Zara, H&M, Mango, Bershka, Promod, Top Shop , Pull and Bear, Pimkie.. sono solo alcune delle tante catene di negozi che assicurano stile e prezzi molto accessibili.
Zara è una catena spagnola internazionale di abbigliamento e arredamento del gruppo Inditex proprietario anche di Massimo Dutti, Pull and Bear, Bershka, Stradivarius, Oysho e Kiddy’s Class.
E’ strano scoprire che esiste già nel lontano 1975 fondata da Amancio Ortega Gaona a La Coruña in Spagna e ora ha 899 negozi in 62 paesi del mondo: una bella crescita! Zara, insomma, ha dato il via al fenomeno inarrestabile che ha fatto fortuna anche perchè le leggi che tutelano il diritto d’autore in fatto di abiti possono essere facilmente raggirate e chi vuole può ‘prendere spunto’ liberamente dai grandi marchi: buon per noi.
Vi siete mai accorti che Zara non fa campagne pubblicitarie? Questa è solo una delle caratteristiche innovative del marchio come la velocità di realizzazione, tra il disegno e la sua realizzazione passano infatti solo tre settimane e i capi sono in continuo aggiornamento a seconda dei dati di vendita ogni due settimane si possono trovare dei capi nuovi sugli scaffali.
Tutti i marchi sono reperibili in Italia tranne Top Shop (tranne rare eccezioni di boutique milanesi che avevano in esclusiava qualche capo)che però spedisce anche in Italia con l’acquisto on line.
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da Ludovica Falconi
Ultimo commento:
di Fab il 29/10/2008 alle 18:53
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ottobre 29th, 2008 at 18:53
Mi pare tutto un po’ impreciso. I pezzi di Zara non sono copie, ma spesso ci vanno vicino Stanno bene attenti a mantenere le 7 minimi differenze necessarie per evitare una denuncia, perchè il diritto d’autore esiste anche nella moda, eccome. Altrimenti i falsi dei Cinesi sarebbero regolari. Zara se ne guarda bene da fare compagne pubblicitarie, ma non viene nemmeno richiesto nei redazionali, perchè la loro politica è molto aggressiva, e credo che questo non piaccia. Per fortuna certi sfizi da H&M e Zara ce li possiamo togliere con spese ragionevoli, ma spesso in questi posti si finisce con lo spendere più del previsto presi dallo shopping compulsivo. Io ora sono approdata a ebay, dove trovo capi firmati della scorsa stagione che non ho magari trovato nella mia taglia in Italia. Ho capi firmati a prezzi ragionevoli e sto ben attenta a scovare gli originali.
novembre 1st, 2008 at 21:24
Più che il diritto d’autore che tutela le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico nel mondo della moda esiste la registrazione del marchio. Un esempio sono le piccole staffe che rifiniscono i mocassini e le borse di Gucci che evocano le tenute del fondatore che faceva il sellaio, agli inizi del ‘900 nella campagna toscana contraddistinguono il marchio. Il nome del marchio e il simbolo che lo rappresenta (come l’acquila per Armani) non possono essere copiati e naturalmente i falsi cinesi sono fuori legge. E’ più semplice, però, tutelare delle borse griffate false piuttosto che un abito o un paio di pantaloni, le 7 differenze minime a volte sono talmente irrilevanti da far sembrare i capi effettivamente uguali e Zara è molto brava a aggirare questo problema. Diciamo che attinge a piene mani dalle collezioni dei grandi marchi, buon per noi comunque. Il marchio spagnolo poi non fa campagne pubblicitarie, non perchè la sua sia una politica ‘aggressiva’, ma perchè è una scelta operativa e di marketing, oltre ad essere un gran risparmio. Per i giornali l’importante è far entrare pubblicità e Zara potrebbe garantire ottimi guadagni.